Neanche a Las Vegas, patria delle scommesse, avrebbero puntato un dollaro sul Coronavirus!

E nessuno poteva immaginare uno scenario del genere!

Per questa ragione tutti abbiamo avuto la percezione di essere impreparati e di avere sottostimato un evento che poi si è rivelato pandemico.

Mentre scrivo queste brevi riflessioni – Martedì 17 Marzo 2020 – si rincorrono le notizie sui contagiati, guariti, decessi e le quotidiane statistiche, percentuali, confronti.

Il SARS-CoV-2, questo sconosciuto, ci ha messo K.O.!

E’ entrato a gamba tesa nella nostra vita, ha squarciato il muro dell’invincibilità e ci ha costretto ad adottare comportamenti surreali, impensabili nel contesto occidentale super moderno, una diversa e forzata socialità strettamente condizionata da un Virus.

Ormai il “cazzottone” l’abbiamo preso… adesso tutto deve essere concentrato (con grande forza) a rialzarci. E alla svelta!

Basta leggere un giornale, basta guardare la televisione, basta aprire un cellulare o tablet.

Non si parla d’altro e ogni giorno vengono veicolate informazioni sulle misure economiche rivolte a persone, famiglie, lavoratori, imprese, decise e/o stanziate da Governo o Regioni.

E spero proprio che tutti coloro i quali, gioco forza, sono stati costretti momentaneamente a chiudere, sospendere, ridimensionare le proprie attività abbiano la possibilità e la garanzia di una ripresa significativa.

E nel frattempo? Aspettiamo la fine di tutto ciò? Quando? Fra 15 giorni o un mese? Oppure dobbiamo immaginare un tempo ancora più lungo?

Naturalmente mi rivolgo in generale, anche alle molte persone che hanno continuato comunque a lavorare, più o meno regolarmente.

In questo periodo che ci costringe a stare in casa abbiamo maggior tempo per riflessioni, programmazione, rivisitazione di progetti e obiettivi, seguire Corsi di formazione e specializzazione attraverso l’offerta formativa ben presente sul web.

I ragazzi, oltre a seguire le lezioni scolastiche attraverso le varie piattaforme messe a disposizione dal Ministero e dai vari Istituti (comprese le Università), devono continuare a prepararsi dal punto di vista fisico-atletico con impegno e costanza, evitando gli allenamenti di gruppo.

Questo vale, naturalmente, anche per gli adulti!

#iorestoincasa;

andrà tutto bene (arcobaleno).

Certo che deve andare bene! Però anche diversamente rinnovati nel momento in cui si dovrà pedalare forte dopo un periodo assai critico sotto molti aspetti.

Penso che noi italiani “we are number one” in assoluto per quanto concerne la gestione dell’emergenza, aiuto al prossimo, solidarietà in tutte le sue declinazioni, coraggio nelle decisioni (anche impopolari).

Spesso tutto ciò emerge, tuttavia, quando è già accaduto l’evento!

Voglio tralasciare di proposito l’ambito prettamente politico, ma è indubbio come certi settori fondamentali della nostra collettività debbano essere potenziati fortemente, a livello economico e culturale.

E’ anche comprensibile il sentimento di angoscia, ansia, paura.

Il cosiddetto “nemico” non è un avversario politico, uno Stato straniero, il tifoso della squadra avversaria.

Non mi piace l’ostentazione di ottimismo a basso costo! Realisticamente, dopo un lasso di tempo relativamente lungo (soprattutto in relazione al veloce e mutevole contesto globale odierno), ci saranno difficoltà personali, economiche, organizzative in moltissimi settori della vita quotidiana.

Perciò ADESSO dobbiamo avere la forza di ragionare, pensare, programmare, di prepararci bene dal punto di vista psicofisico, rivedere certe idee e cogliere l’occasione anche per modificare qualcosa nella gestione ordinaria.

Abbiamo capito che bisogna essere pronti anche ad affrontare certe strane situazioni, assurde e impensabili fino a un mese fa.

Abbiamo capito che siamo in grado di stare in fila con ordine per molto tempo in attesa di comprare il pane… e questo è uno scenario da cineteca, che simbolicamente ci riporta ad altri tempi.

Abbiamo capito la grandissima, fondamentale importanza del valore della comunicazione, di Internet e dei social che hanno unito la comunità. Sono stati promossi sul campo con grande enfasi, mentre erano stati criticati fino all’altro ieri perché rappresentavano un elemento disgregante, che non favorivano il face to face…

Tutto andrà bene dopo il K.O.!

Aspettiamo che l’arbitro inizi a contare e poi, magari un po’ barcollanti, ci rialziamo in piedi!

Il buon pugile capisce che la guardia non si può mai abbassare.

Allora deve parzialmente cambiare impostazione, postura, strategia.

E’ obbligato a farlo… con grande convinzione, coraggio, forza, determinazione, fatica, orgoglio.

E ritorna dentro a combattere, lì nel mezzo, per andare a vincere l’ennesimo match!

Andrà così! Andrà tutto bene!

Ma iniziamo subito ad immaginare il futuro!

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze