In ogni ambito della vita sociale un adeguato sistema relazionale rappresenta il veicolo decisivo nella trasmissione di conoscenze, abilità, competenze, prospettive, visioni e (pre)visioni del futuro.

Naturalmente la tecnologia e i social, già da alcuni anni, hanno contribuito fortemente a velocizzare e ristrutturare in senso generale l’aspetto comunicativo.

Un intreccio tra forma e sostanza in cui la prima assume un ruolo sempre più centrale.

E’ palese come il “contesto politico” e coloro che svolgono un compito attivo in tal senso abbiano assorbito e metabolizzato i cambiamenti in questione adottando metodologie e comportamenti “a spasso coi tempi”.

Del resto durante una continua, crescente e sfiancante campagna elettorale si devono necessariamente mettere in campo strategie innovative di “marketing politico” per catturare o (addirittura) creare quel “mal di pancia” piuttosto diffuso e proporre una narrazione appropriata.

Il 26 Maggio 2019 (Elezioni Europee e Comunali) ha regalato la vittoria, seppur con parametri e numeri assoluti diversi, a due partiti e due leader che sono riusciti a percepire con buona capacità il malumore e il malessere di tante persone.

Ha vinto chi è riuscito a far passare un linguaggio diretto, coerente nel tempo, concetti semplici e simbolici che molti cittadini avevano bisogno di sentire o risentire.

Ha vinto chi ha studiato in modo approfondito, con una struttura compatta e professionale, l’umore popolare evidenziando “quelle” cose che non vanno bene e ha intrapreso un percorso pseudo-decisionale ispirato a tematiche tradizionali di interesse generale (vedi sicurezza, immigrazione, Europa ed Euro, tasse…).

Ha vinto chi è entrato, con queste narrazioni, nelle discussioni quotidiane in famiglia, nei luoghi di lavoro, nei momenti di condivisione sociale.

Ha vinto chi ha capito come non esiste più una “fidelizzazione” politica. Tant’è che un numero cospicuo di voti passano da un comparto all’altro in un lasso temporale assolutamente breve.

Ha vinto chi ha compreso l’ormai definitivo superamento delle cosiddette ideologie di trenta/quaranta anni fa e il disgregamento culturale dei modelli Centrosinistra e Centrodestra in voga fino a qualche tempo fa.

Il declino definitivo di questa stagione storico-politica ha contribuito alla nascita di leader e movimenti “a tempo determinato” che godono di un picco altissimo di popolarità con successive cadute più o meno verticali e rovinose.

L’ultimo quinquennio è la dimostrazione palese di quanto sopra esposto.

Adesso, paradossalmente, è arrivato il momento più difficile per chi ha vinto le elezioni.

Diventa irrinunciabile una strategia di gestione operativa con soluzioni concrete ed altrettanto visibili, misurabili.

Fino a questo momento OK il linguaggio verbale e non verbale ben appropriato.

Ma anche altri precedenti uomini della politica sono stati protagonisti di un’ascesa OK.

Come potranno essere veicolate azioni concrete, soluzioni, aspetti tecnici e specifici a livello locale, nazionale, internazionale?

La gestione del primato in classifica rappresenta una prova di forza, coraggio, fantasia, intraprendenza che metterà alla prova duramente i protagonisti.

I vincitori probabilmente capiranno che il livello di comunicazione si dovrà alzare insieme all’asticella.

Gli attuali “perdenti” tendenzialmente dovranno mettere in discussione in profondità convinzioni, credenze, approcci, atteggiamenti, leadership con un rinnovato studio socio-culturale e grande spirito di squadra.

Credo sia emblematica una frase di un leader arrivato “l’altro ieri” alla guida di un grande partito di massa che è uscito dalle ultime elezioni in leggero aumento rispetto alle ultime tornate, ma profondamente ridimensionato se consideriamo le precedenti Elezioni Europee e Comunali.

“Siamo ripartiti, abbiate fiducia in noi”…

Non posso (e non voglio) giudicare se siamo (o saremo) di fronte a un rinnovato percorso, a un cambiamento strutturale, strategico, culturale. Senz’altro sarà il tempo e il consenso delle persone a sancire la bontà di una o più iniziative.

Ma con certezza posso concludere che, anche per insidiare il primo posto in classifica, occorrerà un… capolavoro di comunicazione!

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze