E’ un ritornello ancora in voga impregnato da un’inguaribile “paura del cambiamento”.

Gli psicologi sociali e, in genere, gli addetti ai lavori definiscono (giustamente) tutto ciò come quella “zona di comfort” da cui si ritiene che sia sempre rischioso uscire.

D’altronde la nostra attività lavorativa, tutto sommato, ci fa sbarcare il lunario con un quid di salario a fine mese.

Del resto, grazie a un mutuo ventennale, siamo riusciti ad acquistare tre vani in periferia.

E’ pur vero che non possiamo cambiare l’auto, il cinema e teatro sono quasi dei ricordi, le serate con gli amici ridimensionate.

Piacerebbe anche riprendere quella attività sportiva che piaceva assai ma, purtroppo, qualcosa dobbiamo tagliare, anche se il medico (dopo le ultime analisi) lo avrebbe consigliato vivamente.

Comunque va bene così, abbiamo preso decisioni all’insegna della “sicurezza” accompagnati dagli applauditissimi e immancabili sacrifici.

Tutto vero e tutto assolutamente rispettabile!

Ma siamo condannati a restare “sempre lì”!

Dentro a quei simbolici quattro muri, a fare quotidianamente le stesse cose, gli stessi gesti, i soliti percorsi con un orario ben definito, il telegiornale della sera, il meritato riposo pensando ad un altro mondo.

Come l’aquila che, per tutta la sua vita, si credette un pollo e visse come un pollo!

Come il falco che non riusciva a spiccare il volo fino a quando non fu spezzato il ramo sul quale comodamente riposava!

Tentare, provare, rischiare….

Sogni, obiettivi, inizio di un cammino…. E il coraggio del primo passo!

Tante storie vere e vissute dimostrano come sia possibile (e auspicabile) un investimento su un’idea di futuro e imprimere una svolta alla propria vita che porterà ad una decisiva crescita intellettuale-esperenziale.

Un percorso con difficoltà interne ed esterne che spesso invitano a ritornare sulla cosiddetta “strada maestra”, “retta via”, “porto sicuro”.

Non si tratta di una filosofia spicciola del dentro/fuori.

E non ci sono barriere e limiti così visibili che separano la zona di comfort dal sentiero che porta a una maggiore consapevolezza ed eventuali successi.

Ma è solo avanzando con coraggio e un pizzico di follia che si raggiungono traguardi impensabili, nuove conoscenze, un sistema relazionale diverso, soddisfazioni professionali, una panoramica del mondo ammirato (finalmente) da altri punti di vista.

Già! Perché molti pensano ancora che la vita sia … tutta lì!

Proseguendo con un meraviglioso “sarebbe bello, però….”.

Magari intanto cerchiamo di produrre un alibi un po’ originale. Almeno quello!….

E’ già un passo avanti! Il primo passo?….

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze