Durante un recente Corso di Formazione ho seguito con grande interesse le attività in programma e alla chiusura dei lavori ho avvertito un fastidio generale all’avambraccio e mano destra. La notevole quantità di appunti, le fitte pagine scritte a penna avevano sollecitato il cosiddetto “muscolo superficiale delle dita”.

Insomma, non sono più abituato a scrivere così tanto!

Per i pediatri e i medici ortopedici esiste ancora il problema della “postura adeguata” quando un bambino è “curvo” sopra un quaderno con una penna in mano?

Nella Scuola a tutti i livelli, oggigiorno, qual è la percentuale di scrittura richiesta?

E ha un senso parlare ancora di “brutta copia”? Cioè a dire quel groviglio di pensieri che vengono scaraventati su quel foglio trasformato ben presto in un complesso labirinto di cancellature, frecce, numeri, asterischi, frasi drammaticamente sbarrate e drastici cambiamenti di rotta (e di tema) perché non si riesce ad andare avanti. Ma alla fine, seppur con alterni successi, si giungeva ad un elaborato compiuto e sofferto, riprodotto finalmente in “bella copia”.

Proprio in questo periodo di Esami di maturità ho percepito alcune lamentele da parte degli Insegnanti soprattutto riguardo alla prima prova.

Del resto, se i giovani non scrivono mai (salvo rare eccezioni) cosa possiamo pretendere?

E sappiamo bene come la velocità di Internet con le sue informazioni ha sostituito, in gran parte, la lettura “statica” di un libro, cioè a dire quella sorta di approfondimento, quel “ritornare” sul concetto specifico o narrazione con buona probabilità di assorbimento completo. Con il passaggio successivo, magari, di esporre oralmente quanto scritto e letto.

Gli studenti al Liceo o all’Università “ripetono” ancora? Cioè si allenano ad un’esposizione organica che possa far veicolare la bontà dell’apprendimento e, soprattutto, ascoltarsi mentre si parla?…. Fondamentale la presenza di uno o più compagni di studi per un confronto di idee e versioni circa l’argomento in oggetto.

Ma, addirittura, anche le conversazioni tramite telefono sono diminuite in modo esponenziale!

Le compagnie telefoniche adesso indirizzano le offerte allettanti sul mobile esclusivamente in funzione della quantità di Giga: con l’avvento di WhatsApp anche gli sms classici e, ancor più, un tot di minuti da sfruttare per telefonare a tutti indistintamente rientrano ormai in una dimensione antica, obsoleta.

Reperibilità costante e assoluta, risposte immediate con il minimo di parole (abbreviate) e tante “faccine”, assunzioni e licenziamenti tramite sms, storie sentimentali nate e finite quasi allo stesso modo, tanti “follower” e un profilo accattivante su quel social network…

E’ così indispensabile, in un sistema del genere, il colloquio face to face?

brutta e bella copia    VS    copia e incolla

libro    VS    wikipedia, internet

conversazione    VS    whatsapp, facebook

Ma i nostri giovanotti 2000 sono in gamba, nati e vissuti nel mondo della tecnologia avanzata, hanno acquisito da subito nuovi parametri e stili comunicativi. Senza retorica! E non si torna indietro!

Con sincerità, per quanto mi riguarda, utilizzo quotidianamente i dispositivi sopra menzionati. Ritengo ciò molto importante, fondamentale, essenziale per la mia attività.

Sopporto sempre meno i colleghi patetici che guardano spesso dietro le loro spalle con paragoni assurdi da relegare e contestualizzare in un determinato (seppur interessante) periodo storico-culturale-sociale. Probabilmente siamo tutti d’accordo come il vocabolo simbolo dei nostri giorni sia…. cambiamento!

E se nel “1900” il posturologo si adoperava per prevenire (e curare) le forme di scoliosi e, comunque, educava il bambino ad una adeguata posizione del tronco, braccio, mano nell’atto della scrittura….

E se nel “1900” qualche (buon) Educatore/Maestro si riprometteva di insegnare a scrivere con la mano destra agli (sfortunati) bimbi mancini….

Oggi, nel “2000”, si inaugurano forme di patologie tecnologiche quali “l’infiammazione tendinea da mouse”, “la patologia al muscolo flessore lungo del pollice” (a causa del milione di messaggini inviati giornalmente tramite cellulare). Senza scomodare le teorie circa i presunti danni cerebrali causati da un utilizzo eccessivo di quello strumento (il cellulare, appunto) grazie al quale è possibile organizzare la propria vita a 360°.

Quindi, tornando alla riflessione di partenza, l’affaticamento muscolare all’arto superiore destro scaturito dal “troppo scrivere” (con la penna su un blocco) mi colloca, probabilmente, in un contesto moderno e giovane nel quale la scrittura tradizionale è marginale rispetto ad altri sistemi ricettivi/comunicativi.

Tuttavia permettetemi ugualmente un po’ di simpatia per la mia amata penna Parker e il mitico block notes a quadretti….

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze