Nella Scuola e in ambito sportivo esistono ancora i “trascinatori”?

Probabilmente si tratta di una razza e un mestiere in via di estinzione se molti giovani, oggigiorno, risultano alquanto demotivati nonostante la frequentazione (in alcuni casi) di contesti blasonati e ricchi di tradizione, almeno nel loro specifico ambito.

Studenti con grandi potenzialità il cui rendimento (e passionalità) inevitabilmente decresce via via nel corso dell’adolescenza liceale.

E gli stessi adolescenti, magari inseriti in un sistema agonistico-sportivo di eccellenza con serie opportunità in termini di prospettive future, gestiscono allenamenti e gare con una buona e imbarazzante dose di superficialità, senza quel “fuoco dentro” che generalmente determina il decisivo salto di qualità.

Naturalmente (e fortunatamente) ci sono piacevoli eccezioni a questo trend di “mare piatto”.

Ma è altrettanto vero quanto sia presente, diffusa, costante quella sorta di lamentela-ritornello da parte degli addetti ai lavori circa l’incapacità (soprattutto la voglia…) dei ragazzi a seguire un certo programma: scolastico o sportivo il concetto non cambia!

E allora noi Adulti (cosiddetti) di riferimento, cioè Operatori culturali, Educatori, Insegnanti, Allenatori, Formatori e quant’altro… cosa facciamo? Nella maggior parte dei casi scarichiamo le responsabilità sui ragazzi stessi e, di conseguenza, sulle famiglie che sempre e comunque li difendono giustificando spesso l’inverosimile.

Penso proprio che non si tratti di un’iniziativa, un atteggiamento, una visione contestuale utile e vincente.

Piuttosto… cosa pensa, cosa prova, cosa si aspetta quel giovane che entra in quel Liceo, in quella Università, in quella Società sportiva?

Che meraviglia l’età infantile! Un mondo di scoperte, sperimentazioni, tentativi, errori, cadute, risalite, apprendimento libero e guidato, giochi creativi in solitudine e con i coetanei, conoscenze, divertimento, la prima gestione dei rapporti interpersonali al di fuori dell’ambito familiare.

Poi, gradatamente, arriva il tempo delle valutazioni, dentro/fuori, promosso/bocciato, titolare/riserva.

E’ anche il tempo di Allenatori e Insegnanti che lavorano (con i ragazzi) per se stessi!…

“La mia classe, nella mia materia, è stata la migliore dell’Istituto!” – Professore Ist. Secondario.

Sono soddisfatto! Ho vinto tre gare consecutive!” – Allenatore settore giovanile.

E alla fine di un percorso l’atleta-studente cosa si porta dietro? Cosa ha imparato concretamente? Cosa gli è piaciuto? Apprezza davvero ciò che fa o quanto ha dovuto svolgere nel corso degli anni?

Proprio per questa ragione l’Adulto responsabile delle attività culturali (in senso lato) rivolte ai giovani deve essere necessariamente un portatore di entusiasmo!

Un trascinatore che coinvolge il singolo e il gruppo con la passionalità, il sorriso e un’adeguata severità, con i continui incoraggiamenti. Una passione che stimoli fantasia, immaginazione, lo studio di una questione attraverso punti di vista diversi.

Un addetto ai lavori che abbia (egli stesso) il coraggio di andare oltre il contingente, oltre le interrogazioni, compiti, verifiche o quegli schemi in cui gli atleti sono robot al servizio delle idee (di grandezza) dell’Allenatore.

Il giovane ha bisogno di fiducia, di pensare e provare “quella” determinata soluzione senza il timore dell’immancabile critica.

Ed è vero, secondo il mio parere, quanto viene enunciato da uno slogan educativo, cioè a dire che i migliori Adulti siano coloro che insegnano ai ragazzi a cavarsela da soli!

E’ stracolma la storia, da sempre, di Professori dal mostruoso curriculum accademico e preparatissimi nella loro disciplina, di Coach sportivi altrettanto certificati con esperienze in prestigiosi Club che hanno trasmesso e lasciato ben poco ai giovani con i quali hanno interagito.

Studio, conoscenza, aggiornamenti, approfondimenti, esperienza sul campo sono prerogative essenziali per gli addetti ai lavori (in qualsiasi ambito).

Ma saranno solo i portatori di curiosità ed entusiasmo, attraverso un sistema relazionale efficace ed efficiente, che andranno veramente a fare la differenza, a rendere la Matematica divertente, a giocare in Lingua inglese, ad appassionare con proposte di allenamento originali, a riscoprire e riproporre la Storia, Geografia, l’Educazione Fisica e così via…

Ad accendere, insomma, “quella” luce nella mente di un giovane!

E perché no… anche nella mente di un adulto!

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze