Come si suol dire:  in politica niente di personale!  Ma è proprio così?….

Del resto la comunicazione in generale e i rapporti interpersonali fanno sempre la differenza!

Tutto ciò avviene in qualsiasi contesto: famiglia, ambiente lavorativo, scuola, sport.

E lo scenario politico-istituzionale non viene meno a questa “regola sociale”, nonostante si possa pensare come le esigenze e i bisogni collettivi (e le decisioni importanti) debbano senz’altro scavalcare il teatrino delle diatribe personali.

Il termine “rottamazione” è divenuto il simbolo di cambiamento, innovazione, di un rinnovato schema politico e mentale.

Il verbo “rottamare” è senza dubbio forte, distruttivo, definitivo.

Soprattutto se riferito a risorse umane che hanno accompagnato un processo culturale e sociale del nostro tempo.

Così ha preso il sopravvento una sorta di antipatia-odio fra persone.

Allora non è più determinante anteporre il bene comune; piuttosto sono emersi dissidi personali con guerre intestine agli stessi schieramenti e “scissioni” di natura personale ancor più che culturali/politiche/sociali/istituzionali.

Rottamazione vs mantenimento di una struttura gerarchica-organizzativa.

Personalmente apprezzo molto colui/coloro che propongono un progetto collettivo ambizioso, coraggioso, innovativo.

Credo, altresì, in un mix straordinario di modernità, creatività con i buoni spunti riciclabili dall’esperienza.

E le persone sono importanti, sempre e comunque, in ogni contesto. Ogni persona ha una storia che può essere messa a disposizione degli altri. Ogni persona fornisce una ricchezza culturale spesso decisiva per un sostanziale salto di qualità.

Quindi ben venga gioventù, intraprendenza, decisionismo e un sogno, desiderio, una grande volontà di promuovere cambiamenti istituzionali e sociali.

Proprio in una situazione così vivace, fresca, dinamica è fondamentale il linguaggio, la comunicazione, il feedback.

Voglio pensare, in luogo alla “rottamazione”, ad una interessante “transizione progressiva”, ad un necessario “graduale rinnovamento” oppure allo slogan “tradizione e innovazione”….

La trasformazione sul campo del linguaggio non porta necessariamente ai consueti compromessi in cui, spesso, le problematiche rimangono tali e le soluzioni troppo lontane o farraginose.

La gestione della complessità avviata e controllata durante il percorso da anime diverse, con idee che possono divergere su alcuni temi, non rappresenta altro che la strada maestra per il raggiungimento di grandissimi obiettivi (in ogni settore).

Si assiste in continuazione attraverso i media ad un linguaggio “distruttivo” nei confronti dell’altro e ad un personalismo esasperato, anche quando si tratta di valori che fanno parte del “vivere collettivo”.

Il leader creativo sceglie con cura i suoi collaboratori e mantiene un rapporto di stima con le persone che contrastano le sue idee.

Accoglie le istanze elaborandole senza pregiudizi, attira verso di sé anche coloro che manifestano scetticismo.

E’ consapevole come la partita (in ogni campo di gioco…) può essere vinta grazie alla necessaria competenza e, soprattutto, grazie ad un linguaggio e un sistema di relazioni interpersonali che supporta sogni, progetti, scelte difficili, ripensamenti, gioie e delusioni, rottamazioni….(delle cartelle esattoriali, ad esempio).

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze