Spesso si parla di una persona di successo oppure di un’altra che non ha avuto, nella vita, tutto il successo che avrebbe meritato.

Nell’ambito sportivo il successo è senz’altro associabile alle vittorie più prestigiose oppure a personaggi comunque carismatici anche se non sempre vincenti, tant’è che è stato anche coniato (ironicamente) il termine “perdente di successo”…

In buona sostanza il successo, nella stragrande maggioranza dei casi, è riconducibile a situazioni e risultati concreti ritenuti assai importanti e generalmente approvati dal contesto sociale di riferimento.

Tuttavia ci sono indicatori che, nella società attuale così veloce e non preparata ai continui cambiamenti e trasformazioni, esprimono (ancora e comunque) l’essenza dei valori culturali e sociali ai quali riferirsi necessariamente se vogliamo percorrere la strada verso un benessere psicofisico.

Comprendere le nuove tendenze, ideologie, involuzioni, chiusure mentali, confusione culturale, scelte importantissime a livello nazionale/internazionale effettuate sull’onda emozionale, un’evidente mancanza di approfondimento sul merito di alcune questioni che riguardano l’intera collettività, ebbene tutto ciò rappresenta un buon motivo per rivedere e promuovere almeno una pacata riflessione proprio sul concetto di “successo”.

Mi piace pensare al “successo” come uno straordinario ritorno alla dimensione personale, come un tragitto (spesso faticoso) volto a recuperare una maggiore capacità di analisi e di scelte autonome senza il terrore del giudizio degli altri.

Essere competitivi, stabilire obiettivi ambiziosi, possedere una motivazione al successo ben sviluppata: sono elementi estremamente positivi!

Ma è altrettanto essenziale il lavoro preparatorio che porta al raggiungimento di tali traguardi.

Attraverso un sistema di abbinamento mente/corpo, un rinnovato modo di pensare che non si può permettere di adagiarsi sul problema e di galleggiare in superficie.

Tramite un nuovo modello di “educazione fisica” che sviluppi, fin da piccoli, una grande capacità di sacrificio e resilienza, un forte impulso verso l’empatia cioè quella decisiva capacità di percepire e capire le emozioni dell’altro.

Senza dubbio un tratto di strada così articolato presenterà insidie, difficoltà, sconfitte, eventuali ripensamenti…. Forse anche da parte di coloro che hanno il compito di trasmettere tale approccio culturale.

Ma tutto ciò è previsto dal “pacchetto” che il sognatore/lottatore ha in dote per indirizzare la propria vita personale, professionale, sportiva verso obiettivi semplicemente meravigliosi.

Infine, non secondaria si pone la figura di un Allenatore-Coach che accompagna la persona in oggetto da uno stato ad un altro, verso l’eccellenza. Condividendo un percorso mai banale, a volte entusiasmante, a volte molto ripido e scivoloso.

Il vero “successo”?

Capire cosa vogliamo davvero!  E poi …. andare a prenderlo!

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze