Tutti hanno concordato che il medagliere azzurro è stato sostanzialmente positivo, in linea con gli obiettivi della vigilia.

Anzi, personalmente non sono d’accordo sulla posizione n.9 nella graduatoria finale in quanto la Corea del Sud che ci precede ha vinto complessivamente 21 medaglie contro le nostre 28.

E’ pur vero che ha portato a casa una medaglia d’oro in più ma la nazionale italiana è salita 7 volte in più su quello straordinario podio olimpico.

Anche alle Olimpiadi non è importante vincere, è l’unica cosa che conta!…. In diverse occasioni l’argento e il bronzo sono sinonimi di forti delusioni!….

Al di là degli Stati Uniti, sono rimasto (quasi) sorpreso dalle 67 medaglie della Gran Bretagna (27 d’oro) e, in Europa, abbiamo avuto anche la conferma di un gran movimento sportivo in Francia e Germania (42 medaglie ciascuna).

Ma il discorso assume altri aspetti se andiamo a riflettere sui contenuti.

Iniziando con gli Sport di squadra, l’Italia si è confermata a grandi livelli nella Pallanuoto (maschile e femminile) e nel settore Volley maschile (in palestra e sulla sabbia).

Non ha proprio partecipato nel Calcio (maschile e femminile), Basket (maschile e femminile), Pallamano (maschile e femminile), Hockey, Rugby a 7.

Quindi negli Sport di squadra (considerando con una forzatura anche la Beach-Volley) nessuna medaglia d’oro.

Le maggiori soddisfazioni “nell’uno contro uno” e “nell’uno contro tutti”….

E tanta delusione nel verificare che nessun italiano abbia messo al collo neanche una delle 141 medaglie in palio complessivamente nel settore Atletica leggera.

Personalmente mi è dispiaciuto anche per lo zero in casella nel meraviglioso comparto Boxe che, storicamente, ci ha regalato bellissime soddisfazioni.

Così nella Ginnastica a 360° dove, in alcune specialità, gli Atleti hanno solo sfiorato il podio.

Non voglio accennare proprio niente circa le cause di questi mancati successi o, addirittura, mancate partecipazioni ai Giochi Olimpici. Le cosiddette “polemiche da bar” porterebbero inevitabilmente a trattare di investimenti del CONI e delle Federazioni Sportive in generale, la competenza dei Tecnici, la capacità di sacrificio degli Atleti…..

Del resto qualcuno ha avuto anche il coraggio di criticare le prove di Bolt…. Una leggenda vivente e un talento straordinario!

Piuttosto ce ne andiamo via dal Brasile con belle luci e qualche ombra nel Nuoto, una discreta conferma nel Judo e nella Scherma, i bronzi importanti nel canottaggio, nella lotta, nel ciclismo femminile e la consapevolezza diffusa di essere leader mondiali nel Tiro (a volo, a segno, carabina…).

Una Olimpiade, seguita attraverso l’ottimo servizio RAI, che mi ha divertito e appassionato, soprattutto (naturalmente) quando erano impegnati gli azzurri.

Ma chiudo questo breve articolo con le emozioni personali.

Tania Cagnotto, straordinaria Atleta che è riuscita a conquistare una medaglia olimpica proprio a fine carriera, a coronamento di una quindicina d’anni di grandi sacrifici, successi (soprattutto in campo europeo) e qualche delusione ai Giochi. Ha chiuso con una prestazione magnifica e una dichiarazione pubblica caratterizzata da un filo di emozione, un fantastico sorriso e tanta, tanta soddisfazione per il risultato ottenuto che vale un giusto ritiro dalle competizioni agonistiche.

E infine (secondo me) l’emblema di questa spedizione azzurra: Elia Viviani.

Impegnato in una specialità massacrante con 5 prove durissime in bicicletta su pista, è riuscito a vincere una spettacolare medaglia d’oro.

Nel 2012 a Londra aveva patito una delusione devastante quando ormai tutti lo pensavano vincitore. Si è guardato dentro e ha riflettuto, capito, lavorato moltissimo dal punto di vista fisico, tecnico, psicologico.

Dopo 4 anni (e tanta rabbia) si è ripresentato il solito copione con il nostro fortissimo Atleta in vantaggio su tutti gli altri alla viglia dell’ultima prova a punti. Tutto stava andando piuttosto bene fino a quando viene urtato da un altro ciclista e cade rovinosamente a terra.

Fine del sogno! Ancora una volta!…

Nel velodromo di Rio de Janeiro non è andata così. Elia Viviani si è rialzato dolorante e ha ripreso la sua gara con sofferenza e determinazione, non ha mai lasciato agli altri corridori la testa della classifica e ha chiuso in un crescendo disumano. Con le lacrime agli occhi!

Quelle sono immagini di Sport vero, di immensi sacrifici che non emergono in superficie, del raggiungimento di un obiettivo sognato e costruito in ogni quotidiano (duro) allenamento.

Sotto la pioggia, con il sole cocente, con il vento e il freddo…. sempre avanti, senza mai perdere di vista il traguardo! Con una forza interiore indescrivibile!

E una motivazione al successo esemplare!

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze