In autobus, in auto mentre vengono accompagnati a scuola dai genitori, fermi al semaforo con lo scooter, quando camminano per strada, mentre sono in compagnia dei coetanei.

Il leitmotiv è un adolescente che “lavora” con il cellulare o tablet.

Non voglio scomodare la sociologia o gli psicologi clinici per esporre idee e giudizi (spesso superficiali) sugli atteggiamenti, comportamenti, conseguenze.

Probabilmente occorre ripensare un nuovo paradigma culturale piuttosto che trincerarsi dietro ai soliti beati cosiddetti “vecchi tempi” senza considerare che, spesso e volentieri, si tratta di pochi anni addietro.

Secondo il mio punto di vista stiamo assistendo ad una meravigliosa rivoluzione della conoscenza con strumenti e modalità che (forse) ancor oggi dobbiamo imparare a gestire con efficacia. Cambiamento ed innovazione costituiscono gli elementi distintivi di un’epoca all’insegna della velocità supersonica.

Nella società moderna (o post-moderna) tutto si è trasformato, anche in ambito sportivo.

Tant’è che possiamo notare una maggior cura nella scelta dei materiali ed accessori da parte di Atleti in ogni categoria. Molta attenzione nella programmazione degli allenamenti ed alimentazione più controllata.

Naturalmente la possibilità di accedere ad innumerevoli informazioni in brevissimo tempo si traduce, generalmente, in una scelta più ponderata e professionale sul determinato percorso da intraprendere.

Adesso andiamo a visionare il nostro adolescente (maschio o femmina) su un campo di calcio, basket, pallavolo, tennis. Oppure in piscina, in una sala di danza, in una palestra di Arti marziali…

Magari si tratta di un/una giovane con ottime qualità fisico-atletiche e un “buon talento” per quella specifica disciplina.

Eppure vengono attivati numerosi Corsi di formazione e stage presso il CONI e le Federazioni Sportive per studiare, comprendere, risolvere la problematica sull’abbandono sportivo precoce o sulla difficoltà a produrre Atleti vincenti soprattutto in alcune specialità.

Certamente la questione è davvero complessa e molteplici fattori incidono in maniera determinante.

E rientriamo ancora in quel generale contesto sociale appena accennato sopra.

Secondo il mio parere, per avere successo (non solo sportivo) è comunque necessario e decisivo, ancor oggi, estrarre dalla propria personalissima cassetta degli attrezzi gli straordinari “valori antichi”.

Innanzitutto formulare un obiettivo concreto, ambizioso, raggiungibile in un determinato lasso di tempo.

Sviluppare una grande capacità di ascolto, interazione positiva con (eventuali) compagni di squadra/lavoro e Coach.

Resistenza alla sofferenza, dopo le inevitabili delusioni e sconfitte temporanee.

Gestione delle soddisfazioni e vittorie temporanee (euforia).

Consapevolezza di rinunciare a qualcosa per raggiungere il successo.

Sono assolutamente convinto che un processo di Coaching e preparazione psicofisica mirata, oltre agli allenamenti di routine, possa contribuire a quel salto di qualità così fortemente desiderato.

Bisogna verificare la forza della motivazione.

Valorizzare i punti di forza e migliorare gli aspetti apparentemente deboli.

Bypassare la paura di perdere e la sensazione di non potercela fare mai perché è “troppo difficile”.

Acquisire la capacità di sterzare lungo il sentiero che porta alla cima.

Svegliarsi ogni mattina con la gioia di porre un tassello lungo un percorso di formazione faticoso e piacevole.

A volte, nel dire quotidiano, si parla del cosiddetto “treno che passa” con le patetiche credenze che susseguono.

I treni sono disponibili a quasi tutte le ore, in quasi tutte le stazioni, in quasi tutte le città, in quasi tutti i Paesi del mondo.

Penso che bisogna “soltanto” essere preparati a saltarci sopra. Altrimenti arriviamo sempre in ritardo agli appuntamenti importanti e non abbiamo la forza o la pazienza di aspettare il prossimo treno (che comunque passerà).

E’ decisivo mettere in gioco tutte le risorse, stare sempre sul pezzo, prepararsi quotidianamente.

Allora saremo meravigliosamente stupiti di ricevere quella telefonata dall’Ufficio del Personale o da un Club sportivo professionista.

Ecco l’opportunità di competere in una gara (in qualunque ambito) che abbiamo tanto atteso.

Oppure un successo scolastico al di là delle previsioni.

Sono ambite le persone di successo che portano al top il contesto presso cui operano.

Donne, uomini, adolescenti che vogliono fortemente emergere, crescere, mettersi in gioco con decisione, raggiungere obiettivi (anche) esclusivamente personali col risultato di un rafforzamento delle proprie competenze, di un miglioramento psicofisico generale, di una rinnovata capacità relazionale.

Il campo di gara (qualunque esso sia) non è virtuale.

In Ufficio, nel campo sportivo, dentro un’aula scolastica occorre competenza tecnica e, soprattutto, grande personalità.

Stefano Virgili

Personal Coach Firenze